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Si va in vacanza? Occasione buona per esercizi di rieducazione motoria

Anche al mare è possibile eseguire esercizi di rieducazione motoria?

La risposta è assolutamente si! In pochi anni, la rieducazione motoria in acqua e l’idroterapia sono entrate a far parte a pieno dei titolo dell’elenco dei protocolli riabilitativi afferenti i settori sportivo ed ortopedico. Il consenso espresso da fisioterapisti e medici riguardo a tali pratiche è positivo almeno quanto quello dei pazienti che vi si sottopongono, tanto che negli ultimi tempi le terapie in acqua, note e praticate fin dall’antichità, sono state sempre più spesso integrate all’interno dei tradizionali percorsi di recupero. L’idroterapia può aiutare i pazienti anziani a recuperare tono muscolare ed equilibrio, ma può essere praticata anche per preparare il corpo in vista di un intervento chirurgico, piuttosto che come strumento riabilitativo durante la fase immediatamente successiva all’operazione. Nonostante la maggior parte dei percorsi riabilitativi si limiti a prescrivere esercizi simili a quelli normalmente eseguiti a casa o in palestra, un corretto programma di rieducazione motoria in acqua dovrebbe essere aderente ad alcuni principi fisici fondamentali, tra cui quello della viscosità, del galleggiamento e della pressione idrostatica.

La riabilitazione al mare e i pazienti ai quali è consigliata

La rieducazione motoria in acqua permette di ristabilire le funzionalità muscolari ed articolari compromesse in seguito ad un incidente o per colpa dell’età avanzata. Inoltre, questo approccio concede anche la possibilità di eseguire esercizi specifici in grado di prevenire alcune malattie e curare problemi idiopatici cronici come la lombalgia e la cervicalgia. Tali esercitazioni sono particolarmente consigliate a coloro che versano in condizioni di forte sovrappeso e che denunciano grosse difficoltà di movimento legate all’obesità piuttosto che ad artriti, distorsioni, problemi al ginocchio o fratture recenti. In questi casi è possibile che il paziente registri un netto recupero del range articolare e del tono muscolare, a patto che il programma terapeutico assegnatogli sia adeguato alle sue esigenze e condizioni fisiche. Allenandosi in acqua, il paziente anziano ha la possibilità di acquisire un maggior controllo motorio, a sua volta in grado di aumentare l’equilibrio, allontanare il rischio di eventuali incidenti o cadute e rallentare il fisiologico declino funzionale dettato dall’invecchiamento. Se utilizzata in maniera corretta, la terapia in acqua può dimostrarsi uno strumento particolarmente efficace per evitare problemi futuri o lesioni causate dalla mancanza di tono muscolare.

Tutti i vantaggi della rieducazione motoria svolta in acqua

Eseguire esercizi di rieducazione in acqua non è soltanto possibile, ma addirittura consigliato dagli esperti. Ma quali sono i principali vantaggi offerti da un programma di riabilitazione al mare? Innanzitutto, lavorando in un ambiente diverso dall’ospedale o dalla propria abitazione, il paziente sentirà molto meno il peso della routine. Inoltre, la minor forza di gravità renderà i movimenti molto più naturali e meno stressanti, sia per i muscoli che per le articolazioni, permettendo anche l’esecuzione di gesti impensabili in condizioni normali. L’acqua esercita una resistenza graduale e priva di punti morti e ciò permette di mantenere costante la tensione muscolare durante ogni movimento, favorendo un recupero più rapido della flessibilità e del tono muscolare. Inoltre, per eseguire esercizi di riabilitazione non è necessario saper nuotare e neanche sapersi tenere a galla. Il livello dell’acqua ideale, infatti, si aggira sui 120 centimetri (lo stesso delle piscine appositamente dedicate alla rieducazione motoria). L’acqua offre un costante drenaggio vascolare e linfatico (il quale si traduce in uno sforzo minore e in un rischio inferiore di contratture e infiammazioni tendinee), una riduzione della rigidità muscolare ove presente, con conseguente facilitazione dei movimenti, ed un proficuo rallentamento dell’andatura (in acqua la velocità si riduce dei due terzi, consentendo al paziente di pensare e programmare il movimento prima della sua esecuzione).

Esercizi per la riabilitazione in acqua: tecniche e tipologie

Impostare un programma riabilitativo in acqua vuol dire attenersi scrupolosamente alla valutazione delle necessità del paziente e degli obiettivi da perseguire. Due o tre sedute settimanali sono l’ideale, pertanto chi sta per partire per una vacanza in una località di mare può tranquillamente sostituire gli esercizi standard svolti a casa con movimenti appositamente dedicati. Il mare, il sole e l’atmosfera vacanziera aiuteranno il paziente a distendersi e ad accettare favorevolmente la riabilitazione, svolgendo gli esercizi necessari al proprio recupero fisico in maniera molto più rilassante e divertente di quanto sia la terapia standard. È possibile dividere gli esercizi fondamentali in quattro macro-categorie, ciascuna votata al miglioramento di una determinata capacità fisica: mobilità articolare (in questo caso sono consigliati lo stretching, la mobilizzazione attiva e passiva e gli esercizi propriocettivi); tono muscolare (esercizi eccentrici, concentrici e a catena cinetica aperta); schemi motori (deambulazione, spostamenti a diverse velocità, etc.); recupero del gesto sportivo (esercizi a catena cinetica chiusa, spostamenti laterali, etc.). Per incrementare la difficoltà di ciascun movimento sarà sufficiente aumentarne velocità ed ampiezza.

Esercizi dedicati al recupero del tono muscolare e dell’equilibrio statico e dinamico

Gli esercizi a catena cinetica aperta vanno eseguiti con il segmento corporeo interessato totalmente immerso nell’acqua. Tali movimenti permettono di potenziare un intero gruppo muscolare, migliorando la mobilità dell’articolazione sollecitata. Questa è la ragione per cui questi esercizi di rieducazione vengono impiegati soprattutto durante la fase iniziale dei normali iter riabilitativi. Gli esercizi a catena cinetica chiusa, invece, vanno eseguiti nell’acqua poco profonda, mantenendo entrambi i piedi ben saldi sul fondo, e fanno lavorare più articolazioni e gruppi muscolari contemporaneamente. Tra gli esercizi più efficaci per il tono muscolare figurano gli affondi e i piegamenti sulle gambe che, essendo abbastanza impegnativi, vengono quasi sempre utilizzati durante le fasi finali della rieducazione. Tra gli esercizi dedicati al recupero dell’equilibrio statico figurano gli spostamenti laterali ed anteroposteriori del tronco e il mantenimento della posizione su un solo piede, in contrasto con le turbolenze dell’acqua. Per quanto riguarda l’equilibrio dinamico, invece, è possibile camminare variando velocità e direzione, passeggiare tentando di afferrare una palla, etc. I movimenti appena descritti possono essere utilizzati per la gestione dei disturbi del cammino e per la riduzione del rischio di cadute nei soggetti anziani, con eccellenti esiti funzionali. In tal modo, sarà possibile vivere più serenamente la vacanza, ottimizzando il lavoro già svolto in precedenza.

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